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Il blocco prima del live: cosa fare con l'ansia da palco

Sai fare il tuo set a occhi chiusi. Eppure un'ora prima le mani si raffreddano e la testa parte.

Il blocco prima del live: cosa fare con l'ansia da palco

Sai fare il tuo set a occhi chiusi. L'hai suonato cento volte, in posti più grandi e più ostili di questo. Eppure un'ora prima le mani si raffreddano, la bocca si secca, e la testa comincia a girare il film di tutto quello che può andare storto.

Si chiama ansia da palco, e prima o poi tocca quasi tutti quelli che salgono a suonare. Non è un tuo difetto privato: è il corpo che si prepara, solo che parte troppo presto e nel punto sbagliato.

Non è incapacità, è il corpo che si carica

Lo stesso sistema che sul palco ti tiene vigile e preciso, se si accende un'ora prima ti svuota invece di caricarti. Il perfezionismo ci mette del suo: più la posta ti sembra alta, più la mente cerca conferme, e più il corpo stringe.

C'è una differenza enorme tra avere paura e essere la propria paura. La prima è uno stato che passa. La seconda è una storia che ti racconti, e la storia la puoi cambiare.

Il blocco non si vince, si nomina

Finché lo chiami incapacità, gli dai ragione: ti convinci che il problema sei tu. Nel momento in cui ti dici questa è tensione, non è un verdetto, gli togli metà del peso. Non devi farla sparire. Devi solo smettere di leggerla come una sentenza sul tuo valore.

Un minuto prima di salire: torna nel corpo

Non ti serve calmarti del tutto. Ti serve tornare al posto di guida. Riportare l'attenzione dal film ai sensi, qui, adesso.

  • Appoggia tutti e due i piedi a terra e sentine il peso.
  • Espira più lungo di quanto inspiri, per cinque respiri. L'espiro lungo è quello che abbassa il sistema.
  • Nomina tre cose che vedi, due che senti, una che tocchi.
  • Una frase sola, detta piano: torno a suonare.

Non ti toglie l'adrenalina, e non deve. Ti rimette dentro il corpo invece che dentro il film. Da lì, le mani sanno già cosa fare. Le hanno sempre saputo.